CORSO FAD NON ECM – 3 ore formative
25 gennaio – 31 dicembre 2024
Responsabile scientifico: ELENA GALLI
La Dermatite Atopica (DA) è una patologia comune in età pediatrica che si osserva con una prevalenza del 10-20% e che esordisce generalmente durante il periodo dell’infanzia o della prima infanzia. È una condizione patologica complessa che deve essere presa in carico da un team multidisciplinare; in questa è possibile evidenziare un’importante interazione tra fattori genetici, ambientali, psicologici e comportamentali. La DA si manifesta principalmente con secchezza della pelle, lesioni cutanee, prurito e infiammazione cutanea; le anomalie fisiologiche e strutturali della pelle che la caratterizzano- geneticamente determinate – contribuiscono al rischio di sensibilizzazione allergica e di infezione. La complessità della malattia si può rilevare in tanti aspetti: nella fisiopatologia, nella manifestazione clinica e, soprattutto, nel regime terapeutico.
Le difficoltà gestionali sono dovute principalmente alla natura cronica e recidivante della malattia, che sottintende la capacità di trattare in modo tempestivo le riacutizzazioni e di mantenere nel contempo il piano di controllo della dermatite. La complessità che caratterizza questa patologia deriva anche dalla peculiare età dei pazienti interessati: nell’età evolutiva le risposte emozionali e comportamentali sono molto variabili e spesso difficili da gestire; oltretutto, la manifestazione clinica tende a modificarsi nel corso degli anni, richiedendo di conseguenza modifiche terapeutiche e verifiche periodiche. L’interessamento dell’età pediatrica comprende il naturale coinvolgimento del genitore/caregiver soprattutto nei primi anni di vita, quando le attività del bambino dipendono fortemente dalla sua presenza. Se la dermatite atopica si presenta in forma moderata-grave e/o non controllata, è una patologia che ha un forte impatto sulla vita quotidiana, divenendo anche per i genitori un importante impegno di assistenza continua: il ruolo del caregiver deve quindi essere centrale nel percorso diagnostico-terapeutico e le sue capacità devono essere il più possibile ottimizzate e valorizzate.
Gli studi e le linee guida riconoscono l’effetto negativo della DA sulla qualità di vita del paziente e della famiglia, specialmente se non c’è alla base un’adeguata organizzazione sanitaria e familiare, adeguate strategie di coping. Tale effetto può essere generato soprattutto dal prurito intenso, dal dolore, dai disturbi del sonno, dalle alterazioni dell’aspetto fisico e dai conseguenti e possibili problemi psicologici quali ansia, stress e depressione – che possono insorgere nei casi più gravi. Non avendo a disposizione una terapia risolutiva, la gestione terapeutica ha come obiettivo prioritario il miglioramento della qualità di vita, attraverso piani assistenziali con cui gli operatori sanitari e i caregivers possano tenere sotto controllo la malattia e prevenire le varie comorbidità.
Video on demand
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Progetto realizzato con il contributo non condizionato di